“Il divieto è diretto contro i picchetti solitari.” Lu attivistu per i diritti umani [si esprimono] sulla legge firmata da Putin che vieta quasi ovunque i raduni

Introduzione del Gruppo Anarchico Galatea
La firma di Putin sulle norme del disegno di legge“Sugli emendamenti ad alcuni atti legislativi della Federazione Russa”, porta ad una pesante stretta repressiva in Russia.
Nelle settimane precedenti abbiamo trattato sul nostro blog la questione LGBTQIA+; a questo giro tocca alle restrizioni contro le manifestazioni e i picchetti.
Come abbiamo spesso riportato sul nostro blog in forma tradotta – prese principalmente dai canali di “Resistenza Femminista Anti-Militarista” -, i picchetti e le manifestazioni non autorizzate si sono moltiplicate in questi mesi, dimostrando che la Russia, a livello sociale ed economico, è sempre più traballante.
Queste restrizioni presenti negli emendamenti, precisamente nell’articolo 6 “Modificare la legge federale n. 54-FZ del 19 Giugno 2004 “sulle riunioni, i raduni, le dimostrazioni, le marce e i picchetti” (in russo “Статья 6 Внести в Федеральный закон от 19 июня 2004 года No 54-ФЗ “О собраниях, митингах, демонстрациях, шествиях и пикетированиях””), aumentano il livello di criminalizzazione della protesta (che è già presente) nel paese.
L’articolo che abbiamo tradotto è una conversazione avvenuta tra la testata giornalista indipendente russa “The Insider”e alcunu attivistu per i diritti umani in Russia in cui questu ultimu denunciano tale stato di cose.

Nota
Per rendere scorrevoli determinate frasi e termini, abbiamo fatto qualche lieve modifica, aggiungendo dove ritenevamo opportuno delle parentesi quadre.
Siamo consapevoli, e ce ne scusiamo in anticipo, se la traduzione dell’articolo non è letterale.
Pur non essendo madrelingua e tanto meno dei russist*, abbiamo utilizzato come materiali di studio:
-“Dizionario essenziale Russo-Italiano Italiano-Russo a cura di Edigeo”, Zanichelli, 1990; “Dizionario Russo-Italiano, Italiano-Russo”, edizioni “Perun”, 2002.
-“Grammatica russa. Manuale di teoria” di Claudia Cevese e Julia Dobrovolskaja del 2018
-Wiktionary versioni inglese e russa

 

Traduzione dall’originale “«Запрет направлен против одиночных пикетов» — правозащитники о подписанном Путиным законе, запрещающем митинги практически везде

L’elenco dei luoghi dove sono vietati incontri, raduni, marce e manifestazioni è stato ampliato. In effetti non possono essere tenuti da nessuna parte ora. Vladimir Putin ha firmato gli emendamenti pertinenti alla legge il 5 Dicembre. In precedenza, le azioni pubbliche erano state vietate solo negli edifici di residenza del presidente, dei tribunali, dei servizi di operazioni di emergenza e delle istituzioni FSIN (Servizio Federale Penitenziario, ndt). Adesso è impossibile tenere raduni negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, nelle chiese e negli edifici e sui terreni delle università, scuole e ospedali. Lu attivistu per i diritti umani, in una conversazione con The Insider, hanno notato che questi divieti sono diretti contro i picchetti singoli, perché tutte le altre manifestazioni senza autorizzazione non potrebbero essere tenute in nessun luogo.

Traduzione dall’originale “«Запрет направлен против одиночных пикетов» — правозащитники о подписанном Путиным законе, запрещающем митинги практически везде

L’elenco dei luoghi dove sono vietati incontri, raduni, marce e manifestazioni è stato ampliato. In effetti non possono essere tenuti da nessuna parte ora. Vladimir Putin ha firmato gli emendamenti pertinenti alla legge il 5 Dicembre. In precedenza, le azioni pubbliche erano state vietate solo negli edifici di residenza del presidente, dei tribunali, dei servizi di operazioni di emergenza e delle istituzioni FSIN (Servizio Federale Penitenziario, ndt). Adesso è impossibile tenere raduni negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, nelle chiese e negli edifici e sui terreni delle università, scuole e ospedali. Lu attivistu per i diritti umani, in una conversazione con The Insider, hanno notato che questi divieti sono diretti contro i picchetti singoli, perché tutte le altre manifestazioni senza autorizzazione non potrebbero essere tenute in nessun luogo.

Sergey Davidis, responsabile del progetto «Sostegno ai prigionieri politici. Memoriale»
L’obiettivo è ridurre le possibilità di esercitare il diritto alla libertà di riunione. Fintanto che vi era la CEDU (Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, ndt), [questa] doveva essere recepita [dalle autorità] in una certa misura, e le leggi statali [basate sulla Convenzione] sono state ripetutamente adottate ma contestate – e talvolta sono riuscite ad abrogarle. Stabilendo imponenti zone di esclusione [nelle vicinanze] di un gran numero di edifici, è possibile vietare efficacemente ed ovunque degli eventi pubblici – come è successo in tutte le città. La legge va verso quella direzione.
In generale, questi divieti sono diretti proprio contro i picchetti singoli, perché tutti gli altri eventi dovrebbero avere una procedura di approvazione. In realtà [si tratta di]un permesso, dal punto di vista delle autorità; ma questa autorizzazione è piuttosto vaga. Quindi ne approfittano; e su basi totalmente arbitrarie e assurde, legali e illegali, vietano qualsiasi azione che richieda l’approvazione.
I picchetti singoli potrebbero teoricamente essere tenuti ovunque perché non richiedono l’approvazione. E [tali azioni singole erano sicure per la persona dimostrante] se non rientrava nel “screditare” le forze armate e/o sotto le restrizioni Covid. Adesso lo spazio di opportunità per [fare] perfino dei picchetti solitari si è ristretto. La conseguenza pratica ora sta in questo: nelle regioni dove sono state abolite le restrizioni Covid, vi è ancor meno la possibilità di [fare] picchetti singoli, perché tutto il resto è stato praticamente impossibile da organizzare. Se possono vietare la libertà di riunione con pretesti più plausibili sarebbe più comodo per loro e non sembrerebbero ridicoli – come lo sono [adesso] con le [restrizioni contro il] Covid.
Le autorità non vogliono essere disturbate nemmeno da picchetti solitari, ma d’altra parte un’altra tendenza recente è la sacralizzazione dei valori tradizionali. A quanto pare, [vietare i picchetti fuori dalle chiese] è un segno di rispetto per la Chiesa e di rafforzamento dello status sacrale dei luoghi di culto; per quanto riguarda le scuole, lo Stato da un lato dichiara l’inammissibilità di coinvolgere i bambini nella politica – in particolare [quella contraria alle sue politiche]-, [mentre] dall’altro, li coinvolge nel modo più attivo.

Denis Shedov, analista e avvocato di «OBD-Info» 1
In generale, l’iniziativa legislativa non è nuova.
In precedenza, abbiamo visto divieti simili vicini a [edifici di] enti governativi, scuole, ospedali e altro a livello regionale. Ad esempio, in alcune regioni sono stati vietati i raduni e le azioni intorno ai panifici.
Tali restrizioni territoriali supplementari sono state introdotte a livello federale. Quando tali restrizioni erano a livello regionale, abbiamo osservato che in alcune città, come a Nizhny Novgorod, il 70% dell’intero territorio avevano questi divieti. Dopo tutto, questi divieti non riguardano solo [gli edifici] delle autorità, ma anche i 100-150 metri intorno [a tali strutture], dove nelle vicinanze vi sono farmacie, asili o scuole. L’infrastruttura urbana è organizzata in modo tale che non ci sarà posto per manifestare nel centro [cittadino] e in generale nello spazio urbano.
Le restrizioni controil Covid si applicano ancora a Mosca e a San Pietroburgo. A causa [di queste restrizioni], gli eventi pubblici, compresi i picchetti singoli, sono formalmente vietati.
Le limitazioni [presenti in questi territori] non aggiungeranno nulla di nuovo, ma rappresentano una creazione di infrastrutture [restrittive] per il futuro in quanto il contenimento per il Coronavirus finirà e le autorità avranno le basi per i successivi divieti sotto forma di nuove norme di leggi federali.
A Tver c’è stato un caso in cui una donna è stata multata per [aver] tenuto un singolo picchetto in un posto in cui era proibito tenere un evento pubblico. È stata in grado di vincere un’udienza presso la Corte Suprema, e questa restrizione è stata trovata non conforme con la legge federale ma solo con quella regionale. Ci sono state anche due sentenze della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale nel 2019 un divieto di tenere eventi pubblici vicino a [edifici] delle autorità e nel 2020 un divieto di tenere eventi pubblici vicino a strutture sanitarie, enti e strutture militari. Questo è ciò che abbiamo ora nella legge federale.
Nel 2018-2020 c’è stata una grande ondata di cambiamenti delle leggi regionali e la maggior parte delle regioni russe ha modificato la propria legislazione, riducendo il numero di restrizioni territoriali. Ma ora che la nuova legge è stata approvata a livello federale, assisteremo alla tendenza opposta: tutte le regioni modificheranno la loro legislazione, rendendo [maggiormente] proibitivi gli eventi pubblici.

Nota del Gruppo Anarchico Galatea

1OVD-Info è un progetto mediatico russo indipendente sui diritti umani volto a combattere la persecuzione politica

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Collaborazione con l’Azerbaigian, collaborazione con una dittatura sanguinaria

Post tradotto dal canale telegram di “Resistenza Femminista Anti-Militarista” (Feministskogo Antivoyennogo Soprotivleniya (FAS) (Феминистского Антивоенного Сопротивления (ФАС))

Ciao! Mi chiamo Polina e sono una delle coordinatrici della FAS.

Oggi voglio scrivere su come l’embargo dell’Unione Europea verso il gas russo sia una menzogna che ci allontana dalla democrazia e dal mondo. Il 30 Novembre la Francia ha adottato una risoluzione a sostegno dell’Armenia e che impone sanzioni contro l’Azerbaigian. Allo stesso tempo l’Unione Europea, in nome dei valori democratici, sta cercando di sganciarsi dalla cooperazione con la Russia e, [allo stesso tempo], collabora attivamente con l’Azerbaigian – la cui dittatura è colpevole di crimini di guerra contro la popolazione pacifica di Artsakh. In estate, il capo della Commissione europea Ursula von der Leyen ha visitato Baku per discutere sulle forniture di gas in Europa.

Il 18 Novembre si è saputo che la Russia fornirà all’Azerbaigian 1 miliardo di metri cubi di gas – che sarà successivamente trasportato in Europa. E la quota del più grande giacimento di gas naturale in Azerbaigian, Shah Deniz, appartiene a “Lukoil”.

L’Europa sta eludendo le sanzioni che ha imposto alla Russia e sta, quindi, cooperando con due regimi autoritari contemporaneamente.

L’Europa continuerà a ignorare il conflitto militare ad Artsakh e la sua dipendenza dal gas azero non farà che rafforzare il regime autoritario di Aliyev.

Secondo la BBC, ci sono quasi 100 prigionieri politici nel paese. La violazione dei diritti e delle libertà degli/delle azeri/e, gli arresti di massa, i crimini di guerra e gli omicidi degli/delle armeni/e non impediscono ai paesi occidentali di chiamare “partner chiave” l’Azerbaigian. I territori di Artsakh sono regolarmente bombardati. L’Azerbaigian sta distruggendo la mia terra natia e la mia cultura, usando le stesse narrazioni propagandiste militari che vediamo dalla Russia. La mia patria, l’Armenia, non dovrebbe essere una merce di scambio – e la sofferenza del mio popolo merita di essere ascoltata. L’Europa, facendo finta di non vedere i crimini di guerra dell’Azerbaigian, dimostra ancora una volta che i suoi “valori democratici” sono bugie incoerenti e stupide.

No al regime azero! (scritto sia in russo che in armeno nell’originale, ndt)

 

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Un’assicurazione al servizio del Capitale

Il 15 Novembre si è tenuto presso la sede di Confindustria Catania l’incontro “SACE 1 per la Sicilia: export e green”. Durante questa conferenza è stato riportato che nei primi 6 mesi del 2022 sono stati esportati 8 miliardi di euro di prodotti siciliani. Il record regionale di esportazioni va a Siracusa con 5 miliardi di euro derivanti dalla raffinazione petrolifera e, un gradino più sotto, Catania con 1 miliardo di euro proveniente dalle aziende elettroniche, agro-alimentari e farmaceutiche presenti nelle Zone Industriali del territorio.2

Per Ignazio Bucalo, relationship manager “Sicilia – Area Sud – Mid Corporate” di SACE, l’aiuto dato alle imprese siciliane serve per l’export e l’internazionalizzazione, favorendo investimenti in sostenibilità e competitività: “Nel solo 2021, abbiamo sostenuto più di 1.500 progetti per un totale di 400 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 200 milioni di euro di nuovi contratti sostenuti nel primo semestre di quest’anno. I dati confermano il dinamismo delle imprese siciliane, che non stanno smettendo di investire nel futuro e che continuano a dimostrare un grande potenziale di crescita sui mercati esteri.

Antonello Biriaco, presidente di Confindustria Catania, spiega che “facilitare i rapporti è alla base del workshop di stamattina dove Confindustria, insieme a SACE, illustreranno ai propri associati le vie rapide per avere la possibilità di finanziamenti per l’internalizzazione […] Catania, in particolar modo, con un miliardo di esportazioni nel primo semestre [del 2022] è la prima città in Sicilia ad esportare. Questo ci fa pensare molto bene perchè il nostro trend funziona molto bene, [gli] imprenditori sanno investire e SACE è l’anello di congiunzione più importante al fine di poter garantire la rapidità nell’erogazione dei vari finanziamenti […] cosa molto importante per gli imprenditori”.3

I rapporti stretti tra SACE, banche e Confindustria Sicilia (sia a livello di workshop che come investimenti) hanno avvantaggiato in termini economici e di visibilità le aziende siciliane esportatrici di beni e prodotti all’estero.

Nonostante la bilancia commerciale regionale negativa, SACE e Confindustria Sicilia vedono con estrema positività questo aumento delle esportazioni siciliane rispetto al 2020 e al 2021 4; allo stesso tempo, vi è una difesa ad oltranza verso determinati settori regionali remunerativi e strategici a livello geopolitico.5

Cosa è SACE
Istituita nel 1977 come Sezione Speciale dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni (INA), SACE viene trasformata nel 1998 in “ente di diritto pubblico con autonomia patrimoniale” e nel 2003 in società per azioni – sotto la vigilanza dell’allora Ministero del Tesoro -, diventando dal 2004 fino al 2012 una controllata del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Successivamente la società viene acquisita nel 2012 da “Cassa, Depositi e Presiti” e dal 2022, tramite il “Decreto SACE”, viene nuovamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

SACE opera a livello di:
-assicurazione dei rischi (politici, economici, commerciali e catastrofici) a cui sono esposte le aziende italiane nelle loro attività di esportazione ed investimento all’estero, rispettando le normative europee in merito al credito all’esportazione 6 e agli aiuti di Stato (in quanto SACE è una controllata statale);
-rilascio di garanzie e coperture assicurative nelle operazioni di importanza strategica per l’economia italiana (tipo l’internazionalizzazione, la sicurezza economica, la nascita di nuove aziende e posti di lavoro, la mancata riscossione del credito). Tra queste troviamo le garanzie di finanziamenti concesse alle imprese italiane colpite dall’epidemia Covid-19 (Garanzia Italia) e dall’attuale crisi della guerra russo-ucraina (Garanzia SupportItalia)
-finanziamenti verso progetti legati all’economia circolare 7 e, soprattutto, all’avvento della mobilità sostenibile connessa e multi-modale automatizzata.

Il finanziamento di SACE viene regolamentato dal “Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile” (CIPESS) che delibera, su proposta dei ministeri preposti alla questione economica ed estera (ovvero Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF)) il “Piano previsionale degli impegni assicurativi” dove si fissano i limiti globali degli impegni assunti e si tengono in considerazione “le esigenze di internazionalizzazione e dei flussi di esportazione”, oltre che i rischi dei mercati “e dell’incidenza sul bilancio dello Stato.”

L’operabilità di SACE viene limitata qualora le aziende richiedenti le garanzie esportino i loro prodotti in paesi dichiaratamente rischiosi a livello commerciale – e da cui si prefigge un rischio di credito.8

Al servizio della borghesia e della colonizzazione dei territori
A livello internazionale, SACE è un’Agenzia di Credito all’Esportazione e di Assicurazione per gli Investimenti (conosciute in inglese come “Export Credit Agencies” (ECA)).

Le ECA, in generale parlando, sono delle fonti di garanzia finanziaria pubblicao pubblica-privata verso quelle aziende privateche vogliono avviare e/o attivare determinati progetti industriali in Paesi potenzialmente ricchi di risorse e/o geograficamente strategici (ovvero come punti di passaggio di merci).

Spesso questi Paesi hanno un indice di corruttibilità medio-alto e alto che consente alle aziende supportate dalle ECA di poter sviluppare i propri investimenti in totale impunità legale.

A dar man forte a queste Agenzie di Credito all’Esportazione vi sono la Società Finanziaria Internazionale 9 – un’ente del Gruppo della Banca Mondiale – e l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Tutte e tre insieme, seguendo degli altisonanti standard anti-corruttivi 10, ecologici sostenibili e di difesa dei diritti umani 11, garantiscono alle aziende presenti nei territori delle opportunità di partnership e coinvestimenti.

Al di là degli standard fumosi pubblicitari detti poc’anzi, questi enti finanziari sostengono e incentivano gli accordi economici presi tra le aziende e le elite politiche di determinati territori (in particolare quelli più poveri e con un tasso di corruttibilità alta).

Gli scontri e le alleanze tra fazioni borghesi e politiche nella spartizione di risorse e punti geografici strategici causano una serie di problematiche nei territori sfruttati e/o da sfruttare: dai danni ambientali agli sfollamenti forzati delle popolazioni native, passando alle proteste sempre più marcate contro eventuali tagli welfaristici fatte dalle elite politiche – in chiave di spostamento delle risorse finanziarie per coprire i prestiti e le contro-garanzie prese con le aziende e le ECA.

L’Africa, così come il Medioriente e l’America Latina, sono ancor oggi dei terreni fertili in cui la borghesia e i suoi alleati del cosiddetto primo mondo fanno il bello e il cattivo tempo. Nonostante le denunce da parte di ONG e associazioni per i diritti umani, la borghesia, coadiuvata dalle ECA, opera spesso e volentieri nella più totale impunità.

Riguardo SACE e aziende italiane abbiamo due casi esemplari.

Il primo fu con la Salini-Impregilo (oggi Webuild) che entrò nel grande progetto della “Grand Ethiopian Renaissance Dam” (GERD) grazie agli accordi tra il governo italiano e quello etiope.

La costruzione di dighe e centrali idroelettriche, per lo Stato etiope, era fondamentale da un punto di vista di immagazzinamento dell’acqua in un territorio prossimo alla desertificazione e, al contempo, generare e vendere energia elettrica.

Salini-Impregilo, entrando nel GERD, si è assicurata il supporto politico locale e quello economico finanziario di SACE per investire nel territorio etiope. Con le costruzioni delle dighe “Tana Beles” sul lago Tana e “Gilgel Gibe II” e “Gilgel Gibe” III sul fiume Omo, l’azienda di costruzione milanese non solo ha ottenuto lauti profitti ma ha presentato il tutto, a livello pubblicitario, come un beneficio per le popolazioni native. In realtà, gli stravolgimenti portati da tali infrastrutture hanno peggiorato le vite di quest’ultimi, generando morte e povertà.12

Il secondo è l’ENI con i progetti “Arctic LNG-2”, “Coral South” e “Mozambique LNG”. La copertura assicurativa di SACE (nell’ordine del miliardo di euro) per questi progetti mostra che vi sono degli interessi strategici nazionali e aziendali specifici 13, oltre ad un proseguimento sul finanziare i combustibili fossili – nonostante la società assicurativa pubblicizzi sul proprio sito internet di essere a favore della sostenibilità e della “green economy”.

Come osserva Recommon 14, “sebbene l’Italia si sia impegnata pubblicamente a non finanziare più i progetti relativi ai combustibili fossili, ha cercato più volte di disattendere l’impegno di interrompere il sostegno ai crediti all’esportazione sui progetti relativi ai combustibili fossili. A meno di un mese dalla fine del 2022, non c’è ancora alcun segno di attuazione della Dichiarazione di Glasgow. 15 Attraverso la sua agenzia di credito all’esportazione, SACE, l’Italia è diventata il più grande finanziatore europeo di combustibili fossili, consentendo lo sviluppo di progetti strategici di petrolio e gas per la Federazione Russa, raffinerie in Egitto e progetti di GNL in Mozambico. Il motivo di questo ritardo nell’attuazione della Dichiarazione di Glasgow potrebbe essere legato al coinvolgimento della SACE nel mega-progetto di gas GNL Rovuma dell’Eni, che potrebbe raggiungere la decisione finale relativa all’investimento entro il 2023. È giunto il momento di porre fine a questo record, senza alcuna scappatoia per il gas fossile o il CCUS16.17

Sebbene SACE abbia finanziato settori legati nell’ambito della difesa e della crocieristica, i casi menzionati ci servono per comprendere come lo Stato Italiano e la borghesia nazionale cerchino di mantenere il controllo sulla produzione e sui progetti strategici.

L’attuale crisi economica (accentuata maggiormente dall’attuale conflitto russo-ucraino) ha dimostrato maggiormente questa volontà di difesa del privilegio economico.

Gli ultimi due governi (Draghi e l’attuale Meloni) hanno fatto intervenire SACE per salvare i profitti della borghesia nazionale attraverso:

-le “Misure temporanee per il sostegno alla liquidità delle imprese tramite garanzie prestate dalla società SACE S.p.A.” del “DL del 17 maggio 2022, n. 50” in cui l’ECA italiana concede fino al 31 Dicembre 2022, “garanzie, in conformità alla normativa europea in tema di aiuti di Stato” in favore di “banche, di istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e degli altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, per finanziamenti sotto qualsiasi forma in favore delle imprese, ivi inclusa l’apertura di credito documentaria finalizzata a sostenere le importazioni verso l’Italia di materie prime o fattori di produzione la cui catena di approvvigionamento sia stata interrotta o abbia subito rincari per effetto della crisi attuale.

-la “Cauzione Energia PMI” dove la società garantisce a quelle aziende “con un fatturato inferiore ai 50 milioni di euro l’anno” i pagamenti rateizzati verso le società di distribuzione elettrica (IREN, Enel Energia e AceaEnergia).

Queste mosse dimostrano palesemente l’egemonia e la difesa del fatturato da parte dello Stato e del Capitale; non c’è da meravigliarsi che per supportare queste azioni economiche e politiche arrivino degli attacchi governativi – o, detto terra terra, “contenimento delle spese pubbliche” – contro le misure sussidiarie e previdenziali.18

Di fronte a questo stato di cose, fare dei passi concreti e pratici su una gestione sociale ed economica diversa da quella conflittuale, colonizzatrice e guerrafondaia del Capitalismo e dello Stato, significa liberarsi da una vita basata sulla sopravvivenza economica e sugli insegnamenti imbecilli quali “leggi della giungla”, “la natura umana” o l’umiliazione come “fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità”.19

Superare queste logiche di poteri economici e sociali deve essere l’imperativo per ogni persona anti-autoritaria.

Note

1Acronimo di “Servizi Assicurativi del Commercio Estero”

2Per maggiori dettagli vedere Tavola a2.3 “Commercio estero FOB-CIF per settore” in “Economie regionali. L’economia della Sicilia. Aggiornamento congiunturale”, Palermo, Novembre 2022, pag. 26 Link: https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/economie-regionali/2022/2022-0041/2241-sicilia.pdf

3“”Sace per la Sicilia: export e green”, evento a Confindustria Catania”. Link: https://www.youtube.com/watch?v=tikYa_Azuiw

4Nel 2020 sono stati esportati beni per un valore di 7,54 miliardi di euro; nel 2021, invece, sono stati 10,46 miliardi di euro. Link: https://www.sace.it/italy-map/dettaglio/sicilia

6Sono coperture assicurative alle esportazioni e garanzie per il finanziamento. Questo finanziamento può assumere la forma di crediti (sostegno finanziario) o di assicurazione e garanzia del credito (copertura pura) o di entrambi.

7Sull’economia circolare ne abbiamo parlato in modo critico nel paragrafo “L’economia circolare, salvagente per la borghesia?” in “Il valore della spazzatura. Riflessioni sul caso siciliano ed europeo”. Link: https://gruppoanarchicogalatea.noblogs.org/post/2022/07/11/il-valore-della-spazzatura-riflessioni-sul-caso-siciliano-ed-europeo-seconda-parte/

8Detto anche “rischio di insolvenza”. Avviene quando un debitore non riesce a rimborsare in parte o l’intera somma di finanziamento concessa da un creditore.

9In inglese “International Finance Corporation” (IFC)

10In particolare ci si riferisce alle raccomandazioni “sulla corruzione e sui crediti all’esportazione che beneficiano di sostegno ufficiale” dell’OCSE. Link: https://legalinstruments.oecd.org/public/doc/646/646.en.pdf

11Le attività della Banca Mondiale sostengono la realizzazione dei diritti umani espressi nella Dichiarazione universale dei diritti umani. Attraverso i progetti che finanzia e in modo coerente con il suo Statuto, la Banca Mondiale cerca di evitare impatti negativi e continuerà a sostenere i Paesi membri nel loro sforzo di raggiungere progressivamente i loro impegni in materia di diritti umani”, pag. 118 del documento “Integrating Human Rights into Development : Donor Approaches, Experiences and Challenges”, 2016, Terza Edizione. Link: https://documents1.worldbank.org/curated/en/330771484198697118/pdf/Integrating-human-rights-into-development-donor-approaches-experiences-and-challenges-third-edition.pdf

12 Le dighe Gilgel Gibe II e III hanno distrutto i mezzi di sussistenza delle comunità native della Valle del fiume Omo, compromettendo il flusso del fiume e l’afflusso sul lago Turkana – in cui sfocia Omo. Vedere “Gilgel Gibe III Dam, Ethiopia”. Link: https://ejatlas.org/conflict/gibe-iii-dam-ethiopia/
Riguardo la diga Tana Beles i danni sono stati molteplici: l’aumento della portata dell’acqua ha portato alla cancellazione delle strade sterrate e dei terreni coltivabili. Questa situazione ha generato dei conflitti interni tra la popolazione residente, in particolare sulla difesa e possesso dei terreni non sommersi dalle acque della diga. Vedere lo studio di Annys, Adgo, Ghebreyohannes,Van Passel, Dessein e Nyssen, “Impacts of the hydropower-controlled Tana-Beles interbasin water transfer on downstream rural livelihoods (northwest Ethiopia)”, “Journal of Hydrology”, Volume 569, Febbraio 2019, pagg. 436-448. Link: https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0022169418309521?via%3Dihub

13Ci riferiamo al caso del presidente di SACE Filippo Giansante, membro del Consiglio di Amministrazione dell’ENI. Link: https://www.eni.com/it-IT/chi-siamo/governance/consiglio-amministrazione/biografie.html/filippo-giansante

14Associazione che lotta contro gli abusi di potere e il saccheggio dei territori per creare spazi di trasformazione nella società, in Italia, in Europa e nel mondo. Link: https://www.recommon.org/chi-siamo/

15Conosciuto anche come “Patto per il Clima di Glasgow” del 13 Novembre 2021. Lo scopo di questo accordo è quello di prevenire la pericolosa minaccia dei cambiamenti climatici. L’accordo finale menziona esplicitamente i materiali fossili come fattori che contribuiscono maggiormente al cambiamento climatico. Link: https://it.wikipedia.org/wiki/Patto_per_il_clima_di_Glasgow

16Acronimo inglese di “Carbon, Capture, Utilisation and Storage”. Partendo dal contesto della circolarità (vedere nota 6) queste tecnologie utilizzano la CO2 prodotta dai processi energetici e industriali per produrre combustibili, materiale polimerico plastico etc.

17Italian government considering support for international fossil fuelprojects that would emit 3.5 times Italy’s annual emissions, despitemajor climate promise”, pag. 3. Link: https://priceofoil.org/content/uploads/2022/11/SACE-Project-Pipeline-Briefing-1-1.pdf

19Parole dell’attuale ministro dell’Istruzione “e del merito” Valditara in un evento pubblico svoltosi il 21 Novembre. Valditara ha citato un fatto di bullismo avvenuto in un istituto tecnico di Gallarate, affermando al contempo che la migliore rieducazione per responsabilizzare questi/e studenti sia l’umiliazione tramite i lavori socialmente utili.

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Cina: le prime crepe nella stabilità del paese?

-Un’economia in affanno
Nel mese di Ottobre l’inflazione al consumo in Cina si è attestata al 2,1%, in calo rispetto al 2,8% di Settembre.

Questo dato di Ottobre ha segnato il tasso d’inflazione più basso da Maggio del 2022; come spiegato dagli analisi della Nomura Holdings 1a differenza del resto del mondo, la Cina ha avuto una bassa inflazione a causa della debolezza della domanda interna – dovuta alla “Strategia Zero-Covid” (ZCS) -, al crollo dei mercati immobiliari e ad alcune altre politiche settoriali. Prevediamo che l’inflazione CPI (prezzi al consumo,ndt) scenderà ulteriormente all’1,8% annuo a Novembre, a causa delle chiusure e del calo della crescita delle esportazioni, che potrebbe comprimere i prezzi interni.

Questi blocchi, come riportato nel “World Economic Outlook” del Fondo Monetario Internazionale dell’11 Ottobre 2022 “previsti dalla politica di zero COVID hanno avuto ripercussioni sull’economia, soprattutto nel secondo trimestre del 2022. Inoltre, il settore immobiliare, che rappresenta circa un quinto dell’attività economica cinese, si sta rapidamente indebolendo. Date le dimensioni dell’economia cinese e la sua importanza per le catene di approvvigionamento globali, questo peserà molto sul commercio e sull’attività globale. […] Le revisioni riflettono il declassamento della crescita in Cina, al 3,2% nel 2022 (la crescita più bassa in oltre quattro decenni, escludendo la crisi iniziale del COVID-19 nel 2020). I focolai di COVID-19 e le serrate in diverse località, oltre al peggioramento della crisi del mercato immobiliare, hanno frenato l’attività economica in Cina, anche se si prevede un aumento della crescita al 4,4% nel 2023. […] Peggioramento dei problemi immobiliari della Cina – La crescita della Cina si è indebolita in modo significativo dall’inizio del 2022 ed è stata soggetta a revisioni al ribasso dopo le serrate di Aprile 2022 a Shanghai e altrove e a causa del previsto rallentamento del commercio globale. I rischi al ribasso per la ripresa della crescita cinese dominano lo scenario [mondiale], con segnali di un significativo rallentamento del settore immobiliare, storicamente un motore di crescita per l’economia cinese. Il calo delle vendite di immobili impedisce ai costruttori di accedere a una fonte di liquidità necessaria per portare a termine i progetti in corso, mettendo sotto pressione i loro flussi di cassa e aumentando la possibilità di ulteriori inadempienze sul debito. Preoccupati per il ritardo nella consegna delle unità abitative, migliaia di acquirenti chiedono una moratoria sui pagamenti dei mutui, che porterebbe ad una morosità e aggraverebbe il rischio di prestiti in sofferenza per le banche, oltre alla stretta di liquidità che i costruttori devono affrontare. L’incertezza sul settore immobiliare potrebbe avere un impatto anche sui consumi e sulle finanze degli enti locali. Un’ulteriore intensificazione degli anelli di retroazione negativa tra le vendite di alloggi e lo stress dei costruttori rischia di provocare una rettifica immobiliare più ampia e prolungata. Sarebbe un duro colpo, visto che il settore immobiliare rappresenta circa un quinto del PIL cinese. Inoltre, le potenziali perdite del settore bancario potrebbero indurre più ampie ricadute macro-finanziarie che peserebbero sulla crescita cinese a medio termine.”2

La domanda in Cina è stata duramente colpita dalla crisi del mercato immobiliare in corso e dai ripetuti focolai e blocchi di Covid, che hanno pesato sulla fiducia degli acquirenti interni e sugli investitori esterni – timorosi per l’elevata inflazione globale e la recessione dietro l’angolo.

Per Bruce Pang, capo economista della “Jones Lang LaSalle Inc.” 3, la Cina può “iniziare a impegnarsi in una feroce battaglia con i rischi incombenti della deflazione data dalla domanda interna debole e dall’indebolimento della domanda di esportazione”.

In linea teorica, per uscire da questo tipo di pantano il governo cinese dovrebbe riaprire i mercati e, contemporaneamente, stimolare la domanda nelle principali regioni produttrici e commerciali del paese. Ma secondo le analisi della Nomura, una riapertura della Cina per il prossimo anno potrebbe essere una ripetizione di quest’anno con i funzionari cinesi che applicheranno i blocchi qualora i casi di Covid salissero alle stelle.
Di conseguenza i problemi delle basse domande interne ed esterne si confermeranno, peggiorando una situazione sociale già di per sé esplosiva.

-Il paese alle prese con la rabbia della popolazione
Come riportato dalle maggiori testate internazionali, la scorsa settimana la Repubblica Popolare Cinese è stata attraversata da una ondata di proteste ed in alcuni casi di vere e proprie rivolte, dovute, sembrerebbe, all’insofferenza della popolazione nei confronti delle rigidissime politiche di lockdown imposte dallo Stato alla popolazione.

In particolare, due sono gli episodi che stanno circolando in questo momento, con relativi video: il primo riguarda l’incendio che ha interessato un palazzo ad Urumqi, capitale della regione dello Xinjiang, tristemente nota per le politiche di segregazione etnica adottate dallo Stato cinese nei confronti della popolazione uigura, di religione musulmana; il secondo riguarda invece le proteste scoppiate a Pechino, città cuore del potere centrale cinese.

Ad Urumqi sembra che circa 4 milioni di persone abbiano vissuto in regime di strettissimo lockdown – in particolare quelle rimaste in isolamento nelle proprie case per più di tre mesi. L’incendio e il divieto per gli/le abitanti del palazzo di potersi mettere in salvo sono state l’ultima goccia che ha portato migliaia di manifestanti per strada a protestare. Proteste che in questo momento sembrerebbero essere state vincenti in quanto viene riportato che alcune delle disposizioni più rigide del protocollo anti-contagio sono state, per il momento, sospese.

A ciò si aggiunge la rivolta degli operai impiegati alla Foxconn nella città di Zhengzhou, azienda produttrice degli iPhone per conto di Apple, nota alle cronache per le durissime condizioni di lavoro che avevano scatenato un’ondata di suicidi tra lavoratori e lavoratrici – e di cui l’azienda, una decina di anni fa, non aveva trovato niente di meglio che sbarrare le finestre ed installare delle reti anti-suicidio.

Tra i motivi della rabbia abbiamo: le paghe da fame, l’impossibilità di reperire cibo, la costante sorveglianza elettronica messa in atto all’interno degli stabilimenti e la trasformazione dei dormitori comuni in veri e propri lazzaretti – dove le persone ammalate di Covid-19 hanno dormito insieme ai non contagiati, scatenando ulteriori focolai.

Quando la borghesia parla di salute, anche quando si dichiara socialista come nel caso cinese, ha in mente una cosa ben precisa: la salute del proprio portafoglio a discapito della vita di centinaia di migliaia di persone – considerate quest’ultime materia prima facilmente rimpiazzabile, specie in un territorio popoloso come quello cinese.

Considerando il livello di deflazione, il mercato dei prodotti informatici ed elettronici, in particolare, è in crisi: nel periodo Gennaio-Ottobre 2022 i profitti ottenuti si aggiravano intorno ai 6 miliardi di yuan (804 milioni di euro) – con un calo del 2,9% rispetto allo scorso anno. 4

Per risollevare il crollo della domanda, varie aziende hanno richiesto l’aiuto delle autorità cinesi per incentivi e sovvenzioni. Tra queste vi troviamo la citata Foxconn che, reclutando crumiri e frenando l’esodo dei lavoratori e delle lavoratrici, ha promesso dei bonus monetari (Tabella 1) ottenibili solo sotto determinate condizioni lavorative.

Tabella 1.
Prevenire le malattie e preservare la produzione – Proteggere insieme la casa
Nuovi incentivi”
Con il forte sostegno del governo, l’impianto Integrated Digital Product Business Groups (IDPBG) di Zhengzhou ha compiuto progressi costanti nella prevenzione delle epidemie e sta ripristinando la produzione e la vita in modo ordinato. Per ringraziare i nostri colleghi per la loro perseveranza e protezione, continueremo a collaborare con i requisiti governativi [inerenti alla] prevenzione delle epidemie e con gli accordi di produzione dell’azienda per vincere insieme la battaglia. La nuova politica di incentivi per Novembre è la seguente:
Destinatari: Tutti i dipendenti dello stabilimento iDPBG di Zhengzhou che hanno una presenza normale.
Periodo di applicazione: 1 Novembre 2022 – 30 Novembre 2022

Progetto

Attuale norma

Nuovo incentivo

Sovvenzione per la partecipazione

100 yuan al giorno

(13 euro)

400 yuan al giorno

(53 euro)

Bonus di presenza completo La partecipazione cumulativa durante il periodo [che va dal] 26 Ottobre all’11 Novembre è ammissibile. I premi a tempo pieno sono disponibili sui seguenti criteri: ① Cessazione della politica di incentivazione a tempo pieno originale. La presenza durante il periodo 26-31 Ottobre sarà calcolata in base ai giorni (120 yuan al giorno (16 euro), massimo 600 yuan (80 euro))

②Il seguente nuovo standard sarà applicato dall’1 Novembre al 30 Novembre.

Frequenza cumulativa

Frequenza cumulativa

Dai 7 ai 10 giorni

Tra i 10 e i 13 giorni

Superiore ai 13 giorni

Tra i 15 e i 20 giorni

Tra i 20 e i 25 giorni

Superiore ai 25 giorni

600 yuan

(80 euro)

1100 yuan

(147 euro)

1500 yuan

(201 euro)

3000 yuan

(402 euro)

4000 yuan

(536 euro)

5000 yuan

(670 euro)

15.000+ [yuan] (2011 euro) di bonus totale per la partecipazione completa a Novembre

Condizioni di pagamento:
Nessun congedo/ assenteismo/ trasferimento/ uscita anticipata o tardiva superiore ai 30 minuti e non meno di 8 ore di frequenza giornaliera
(Frequenza normale durante l’allattamento)
I premi a tempo pieno devono raggiungere il numero corrispondente di giorni di frequenza cumulativa sulla base del rispetto delle condizioni di frequenza sopra indicate.
La busta paga di cui sopra viene pagata nel mese in corso ed è pagabile in base al servizio.

Le scene che circolano su internet mostrano giovani operai incazzati distruggere le telecamere di sorveglianza e scontrarsi con i reparti antisommossa. Intanto, sembra che la rivolta darà i suoi frutti, giacché il danno economico a Foxconn si è fatto sentire: sembra che verranno prodotti 6 milioni di Iphone 14 in meno e che Apple abbia già perso 1 miliardo di dollari di ricavato.

Una cronistoria degli eventi
Secondo quanto riportato sul sito China Labour Bullettin, la situazione era critica già a metà Ottobre. Di seguito una cronologia degli eventi

13 Ottobre
Iniziano a salire i casi di Covid-19 nella città di Zhengzhou, provincia di Henan, e Foxconn, fornitore di Apple, implementa un sistema di gestione a ciclo chiuso per mantenere la produzione di Iphone durante il periodo di punta. Ai lavoratori non è permesso lasciare la fabbrica e devono rimanere nei dormitori quando non sono di turno, anche per i pasti, e devono fare test PCR più volte.

24-27 Ottobre
Cambiano le politiche sui test PCR e l’isolamento, e crescono i casi di Covid-19 all’interno della fabbrica. A causa della mancanza di sufficienti siti di isolamento, i lavoratori positivi e negativi vengono tenuti insieme, e nella fabbrica cominciano ad esaurirsi i beni primari. I lavoratori danno l’allarme facendo circolare le loro storie online. Foxconn ribadisce che la produzione è normale.

28-31 Ottobre
Molti lavoratori vogliono lasciare il sistema a ciclo chiuso, ma ci sono restrizioni ai trasporti pubblici a causa della politica Zero Covid. Pertanto, nel corso dei giorni, migliaia di lavoratori eludono la security della fabbrica e fuggono a piedi. Vengono aiutati dai cittadini delle zone periferiche della città

1 Novembre
Foxconn emette un avviso per “riprendere gradualmente una produzione ordinaria”, e ai lavoratori viene offerto un bonus di presenza di 400 yuan al giorno, più oltre 15000 yuan per coloro che hanno una presenza totale per tutto il mese di Novembre (vedi Tabella 1).

7 Novembre
Apple annuncia che le spedizioni dell’iPhone 14 saranno ritardate e le scorte saranno inferiori come conseguenza diretta della situazione alla Foxconn di Zhengzhou. Nella sua dichiarazione, Apple promette di “garantire la salute dei dipendenti e la sicurezza della produzione”.

17 Novembre
Il governo della provincia di Henan compie sforzi di reclutamento per conto di Foxconn per alleviare la carenza di manodopera, e al 17 Novembre Foxconn ha ricevuto oltre 100.000 domande di assunzione.

23 Novembre
I lavoratori iniziano a protestare nella fabbrica Foxconn. I filmati mostrano gli operai che affrontano la polizia che indossa dispositivi di protezione individuale bianchi e la polizia che risponde con gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e altri mezzi di repressione fisica. Alcuni lavoratori vengono feriti e la polizia effettua arresti.
Secondo i racconti postati dai lavoratori online, i lavoratori hanno protestato sia per la paga che per la sicurezza all’interno della fabbrica. Per prima cosa, i lavoratori hanno affermato che dopo un test PCR positivo, non venivano tolti dalla produzione o isolati, con il risultato che positivi e negativi erano a contatto nel sistema chiuso della produzione. Inoltre, i nuovi lavoratori che avevano accettato per via dei bonus, hanno scoperto che la situazione dei pagamenti era differente da quella promessa durante il reclutamento.

24 Novembre
Le proteste continuano, e Foxconn promette di dare ai lavoratori appena reclutati che scelgono di lasciare la fabbrica un sussidio di 10000 yuan.

Note

1 Azienda giapponese che fornisce servizi finanziari di investimento per privati, clienti istituzionali e governativi.

3Società di servizi immobiliari commerciali internazionali che fornisce anche servizi di gestione degli investimenti in tutto il mondo, inclusi servizi a investitori istituzionali e al dettaglio e a persone facoltose, nonché prodotti tecnologici.

4“I profitti nazionali delle imprese industriali sopra le dimensioni designate sono diminuiti del 3,0% tra Gennaio-Ottobre 2022”. Link (in cinese): http://www.stats.gov.cn/tjsj/zxfb/202211/t20221125_1890633.html

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Russia. Cosa arriverà nel 2023? Gli economisti rispondono

Articolo di El’ SepulЬka scritto sulla base dei dati Bloomberg e Moskovskij Komsomolets [1] [2] Pubblicato su “Zhenskaya pravda”,n. 15, 28 Novembre 2022

Bloomberg ha condiviso la sua analisi dell’economia russa per il 2023. Le previsioni sono deludenti. “Zhenskaya pravda” pubblica le principali conclusioni degli economisti

L’economia russa continuerà a contrarsi nei prossimi sei mesi. Le ragioni sono due: l’impatto delle sanzioni e la mancanza di fondi statali per le sovvenzioni che stimolino la domanda interna, ad esempio, sui mutui agevolati. La produzione di petrolio e gas in Russia è in calo, con un rallentamento della produzione industriale e un’ulteriore contrazione dell’economia. Le prospettive sono fosche qui: «Gazprom» riporta che le sue esportazioni giornaliere hanno raggiunto i minimi pluriennali.

Non è un segreto che la vendita di gas dia un enorme contributo alla nostra economia, e la diminuzione del suo approvvigionamento a causa della tragedia in Ucraina interesserà tutt* noi. Anche il governatore della banca Elvira Nabiullina ha avvertito che lo stato dell’economia è instabile: “Abbiamo davvero bisogno di guardare la situazione con molta sobrietà e con gli occhi aperti”, ha detto, “la situazione potrebbe peggiorare”.

Già a partire da Gennaio, secondo un sondaggio degli analisti finanziari di Bloomberg, il tasso di declino dell’economia accelererà, i prezzi saliranno, e i redditi reali della popolazione diminuiranno. “Vale la pena prestare attenzione al volume delle vendite di cibo, che a Settembre è sceso del 3,5%. Naturalmente, il fatturato delle materie prime nel segmento non alimentare è diminuito molto di più (il 15%). Tuttavia, in qualsiasi crisi finanziaria la gente può rifiutarsi di acquistare auto, mobili o elettrodomestici, ma se iniziano a risparmiare sul cibo, allora il paese sarà sull’orlo dell’abisso”, afferma il ricercatore capo dell’Istituto di economia dell’Accademia russa delle scienze, Igor Nikolaev.

Anche se i risultati economici complessivi della Russia per il prossimo anno possono rivelarsi leggermente migliori di quello attuale, c’è la possibilità che il PIL non superi il 3%. Ma la vita delle persone comuni cambierà in peggio”, avverte Nikolaev, “i redditi reali della popolazione continueranno a diminuire e i prodotti [venduti] nei negozi saranno solo più costosi. Non è necessario credere alle previsioni ufficiali che promettono di mantenere l’inflazione entro il 5,5%: i prezzi potrebbero aumentare il doppio [rispetto ad ora].

Note del Gruppo Anarchico Galatea

[1] Il “Moskovskij Komsomolets” è un quotidiano russo che si occupa di notizie generali, in particolare d’attualità.

[2] Citiamo alcune parti dell’articolo originalePrevisione 2023: l’economia russa raggiungerà il picco. I principali indicatori finanziari continuano a diminuire” per far comprendere meglio come è messa la situazione economica russa.

Rosstat (l’agenzia di statistica russa) riporta che il PIL russo è diminuito del 4% nel III Trimestre del 2022. Il calo è da imputare al peggioramento produttivo del settore energetico e al fatturato all’ingrosso “diminuito di oltre il 22% nel corso dell’anno e il calo delle vendite al dettaglio in termini monetari che ha superato il 9%. Se si considera che circa un terzo del commercio all’ingrosso totale della Russia è costituito da petrolio, gas e carbone, si può concludere che il settore delle materie prime, il tradizionale “motore” dell’economia nazionale, si trovi in una triste condizione. Solo l’agricoltura e le costruzioni hanno registrato risultati positivi, con un aumento superiore del 6%.

L’unico a rallegrarsi di questa situazione è il ministro dello Sviluppo Economico Maxim Reshetnikov perché ritiene come i dati del terzo trimestre siano positivi in quanto si era prevista “una diminuzione del 4,4%; poiché la cifra raggiunta è leggermente inferiore (ovvero il 4%, ndt),si ha ragione di credere che il calo del PIL russo sarà contenuto entro il 3,5% come promesso precedentemente.”

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Colombia: una panoramica tra violenze di Stato e resistenza alle logiche neoliberiste – 1

La vittoria presidenziale di Gustavo Francisco Petro Urrego in un paese pesantemente controllato (politicamente ed economicamente) dagli USA e dalle logiche del FMI, può essere vista – specie a livello estero – come una rinascita per la Colombia.
Ogni rottura con la politica neoliberista precedente (specie quella di Duque) è stata accolta, quindi, con estremo favore e con la vana speranza di migliorare le condizioni di vita di coloro che sono sempre stat* esclusi e fatto oggetto di numerose violenze (istituzionali e non).
Ma dobbiamo considerare come le logiche di potere sono imperanti in ogni regime che si rispetti, anche quello più popolare e democratico: tenere buone (e in molti casi avvantaggiare) le classi capitaliste e militari significa mantenere saldo il potere politico conquistato dai partiti.
Al tempo stesso, aumentare i salari e legiferare norme contro le discriminazioni verso quelle persone marginalizzate da secoli (appartenenti alla comunità LGBTQIA+, popolazioni native e/o afrodiscendenti) sono delle misure con cui i detentori del potere istituzionale creano un bacino elettorale e, soprattutto, spengono qualsiasi velleità gestionale diversa dalle logiche Stato-Capitale.
Con questo primo post inizieremo a riportare delle analisi a 360° sulla situazione colombiana, scritte da compagn* che si trovano e/o sono originari* del suddetto territorio.

La questione LGBTQIA+ in Colombia: storia e attualità delle violenze e della normalizzazione statale e borghese (1)

Articolo scritto da Federica per il Gruppo Anarchico Galatea

-La situazione attuale
In Colombia, in questi ultimi anni, le violenze (come minacce, assassinii e abusi della polizia) contro le persone LGBTQIA+ sono in costante aumento: basti considerare ciò che è avvenuto tra il 2019 e il 2020 dove vi sono stati, rispettivamente, tra i 322 e i 738 casi.
Per quanto riguarda le persone uccise, i corpi ritrovati presentavano segni di tortura, e anche se questo fatto è riconosciuto dalla polizia non si riesce a frenare questo tipo di violenza.
Nel 2022 la situazione sta peggiorando ulteriormente: solo nei primi 6 mesi si sono registrati 354 violenze e almeno 25 morti.
In molti casi la sistematicità è evidente.
A Medellin negli ultimi mesi si sono verificati 13 casi di assassinii ai danni di uomini gay; in tutti i casi sono stati uccisi dopo aver concordato un incontro sessuale.
Secondo Temblores ONG gli uomini gay sono diventati degli obiettivi per i gruppi militari a causa del pregiudizio sociale esistente.
Nei cliché dell’immaginario collettivo gli uomini gay sono persone solitarie, senza famiglia; spesso devono nascondersi per paura di essere scoperti e discriminati e non hanno le cure e attenzioni di cui godono le altre persone negli spazi pubblici. Spesso vengono immaginati come ricchi disposti a dare tutti i loro beni in cambio di sesso; a causa di questi cliché vengono sedotti per essere poi attaccati e derubati. Un tempo per gli incontri c’erano solo i luoghi pubblici; al giorno d’oggi invece il ventaglio di possibilità di incontro è ampliato grazie alle app di incontri online.
La Fiscalia invece di dare il giusto peso ai fatti ed ai termini utilizzati, sminuisce il tutto riducendolo a “crimine passionale”. I corpi vengono sottoposti a pratiche degradanti come buttare il preservativo sopra al cadavere.
Per le forze dell’ordine e la magistratura questa pratica serve per concentrarsi sui particolari scabrosi della vittima, distogliendo l’attenzione dall’assassinio.
Il modus operandi si può quindi riassumere in tre punti che si ripetono con sistematicità:
1) la vittima è più facile da sottomettere in quanto si fida dell’incontro concordato;
2) si sminuisce l’omicidio ad “incontro sessuale finito male” solo per il fatto che la vittima appartiene alla comunità LGBT+;
3) l’utilizzo di atti crudeli sistematici sui corpi delle vittime attraverso torture e degradazioni.

Nonostante dal 2007 la Fiscalia abbia riconosciuto che per i gruppi criminali l’orientamento sessuale delle vittime può essere un motivo di dominazione, ci sono problemi nel registro di questi casi non solo perché alcune delle vittime non dichiaravano pubblicamente il proprio orientamento sessuale e/o di genere ma anche perché lo stesso Stato ha delle difficoltà nel tenere un registro adeguato – in cui la discriminante di essere parte del gruppo LGBTQIA+ ha un peso.

Il 93% dei casi resta nell’impunità. L’autorità ci mette troppo tempo ad intervenire, portando spesso le vittime minacciate a preferire l’esilio per la propria incolumità. Altre volte si assiste a una ri-vittimizzazione quando finalmente ci si decide a sporgere denuncia o, nel peggiore dei casi, al suicidio.

Un esempio eclatante, in quest’ultimo caso, fu Sergio Urrego, uno studente di Bogotà amante della lettura che gli aveva fatto sviluppare  un pensiero critico verso le istituzioni. Dichiaratamente gay, anarchico e ateo – caratteristiche destinate a creargli non pochi problemi nell’adattarsi nella società borghese – si scontrò con l’ottusità di una rettrice e un sistema educativo che, invece di rispettare le differenze e le libertà individuali, cercarono di reprimerle brutalmente.
La rettrice e vari psicologi e professori della scuola di Urrego lo costrinsero a dichiarare pubblicamente la sua omosessualità in varie occasioni – dopo aver visto una foto in cui si baciava col suo ragazzo -, convincendo al tempo stesso la famiglia del suo compagno a denunciarlo per molestie sessuali.
In seguito alle pressioni subite venne ricoverato per una crisi di nervi e dopo qualche giorno si lanciò dall’ultimo piano di un centro commerciale, mettendo così fine alla sua vita.
I genitori di Sergio Urrego, che lo avevano sempre appoggiato nelle sue scelte, rilasciarono immediatamente delle dichiarazioni in cui accusarono l’istituzione scolastica di discriminazione, e ricevettero subito l’appoggio dei compagni di scuola e della ULET (Union libertaria estudiantil y del trabajo, di cui Sergio faceva parte) che organizzarono manifestazioni in suo sostegno.
Questo permise che il caso si imponesse all’attenzione pubblica e non venisse insabbiato.

Il caso Urrego pone tutt’oggi l’attenzione su come i carnefici siano persone interne alle istituzioni, ovvero coloro che dovrebbero rispettare una serie di norme antidiscriminatorie e proteggere, in teoria, chi viene fatto oggetto di violenze.

In particolare ci si riferisce agli stessi agenti di polizia che, anziché proteggere le vittime, diventano essi stessi aggressori e generando così timori e sfiducia verso la forza pubblica da parte della popolazione discriminata (afrodiscendenti, LGBTQIA+, persone che fanno uso di droghe, persone senza fissa dimora).

La questione della polizia ha spaccato il movimento LGBTQIA+ in due parti.
Una parte ha avanzato delle richieste di riforma dell’istituzione della polizia dove si chiede un impostazione e un’attenzione alle differenze di genere e sessualità – perciò che sia non solo femminista ma che protegga anche i diritti della popolazione LGBTQIA+.

L’altra, invece, ritiene che la polizia non sia migliorabile e che la migliore difesa per i gruppi discriminati sia l’autodifesa. Per questo hanno fondato il collettivo TOLOPOSUNGO (todos los polizia son unas gonorreas) movimento trans e “marika” (gay) a favore dell’abolizione della polizia contro la violenza e l’abuso di polizia:
“Noi gridiamo / Abolizione della polizia / Non è una mela / E’ tutto l’albero / Istituzione marcia / Che l’amore sia l’arma più letale / Siamo la diversità / Mai più tasse spese per uccidere / Dolore umano / Dolore del corpo / dolore reale / Giustizia adesso! Giustizia adesso!”

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Russia. LGBTQIA+ fobia in tempi di guerra : dai prodromi alla legge

Post tradotti dal canale telegram di “Resistenza Femminista Anti-Militarista” (Feministskogo Antivoyennogo Soprotivleniya (FAS) (Феминистского Антивоенного Сопротивления (ФАС))

La Duma di Stato approva in prima lettura il disegno di legge che vieta la propaganda LGBT in Russia, compresi i media, i libri, Internet, la pubblicità e i film (27 Ottobre)
I deputati della Duma di Stato, durante la sessione plenaria, hanno adottato ad unanimità la prima lettura degli emendamenti sulla legislazione che vieta la promozione di relazioni sessuali non tradizionali. Gli emendamenti sono stati redatti da quasi 400 deputati guidati dal presidente [della Duma di Stato] Vyacheslav Volodin e dai leader di tutte le fazioni del parlamento.
Dobbiamo fare di tutto per proteggere i nostri bambini e coloro che vogliono vivere una vita normale. Tutto il resto è peccato, sodomia, oscurità, e il nostro Paese sta combattendo contro questo”, ha dichiarato il presidente della Duma di Stato. Il documento prevede il divieto di propagandare relazioni o preferenze sessuali non tradizionali tra i cittadini russi, sia adulti che minori.
Cosa cambierà nella legislazione se verrà approvata la legge che vieta la propaganda LGBT?
Il disegno di legge amplia l’elenco dei divieti di diffusione di informazioni tra i bambini: propaganda e dimostrazione di atteggiamenti e/o preferenze sessuali non tradizionali, nonché informazioni in grado di suscitare nei bambini il desiderio di cambiare sesso.
Sulle risorse a pagamento, l’accesso a tali informazioni sarà possibile solo attraverso un codice speciale che confermi l’età dell’utente. Qualora non fosse tecnicamente possibile, la distribuzione di tali informazioni sarà completamente vietata. Il disegno di legge amplia anche i requisiti per la pubblicità, che non deve contenere informazioni che dimostrino relazioni o preferenze sessuali non tradizionali. I film che promuovono relazioni sessuali non tradizionali non riceveranno un certificato di distribuzione.
Inoltre, si propongono modifiche alle sanzioni del Codice sui reati amministrativi riguardanti:
– la violazione del divieto di propaganda di relazioni o preferenze sessuali non tradizionali tra persone di qualsiasi età. Le sanzioni saranno: da 50mila a 400mila rubli per i cittadini; da 100mila a 800mila per i funzionari; da 800mila a 5 milioni o la sospensione delle attività fino a 90 giorni per le persone giuridiche;
– la violazione del divieto di propaganda della pedofilia. Le sanzioni saranno da 200mila a 800mila rubli per i cittadini; da 400mila a 2 milioni di rubli per i funzionari; da 1 milione a 10 milioni di rubli o la sospensione delle attività fino a 90 giorni per le persone giuridiche;
– la diffusione di informazioni ai minori su relazioni sessuali non tradizionali o l’incoraggiamento a cambiare sesso. Le sanzioni saranno: da 50mila a 200mila rubli per i cittadini; da 100mila a 400mila rubli per i funzionari; da 800mila a 4 milioni di rubli o la sospensione dell’attività commerciale fino a 90 giorni per le persone giuridiche;
– per violazioni simili, i cittadini stranieri e gli apolidi potranno essere espulsi dalla Federazione Russa.
Il presidente della Duma di Stato Volodin ha dichiarato ai giornalisti che in seconda lettura potrebbero essere introdotti emendamenti che renderebbero ancora più severe le norme che vietino la propaganda LGBT.

La Duma di Stato decide di introdurre una sanzione penale per recidiva “propaganda LGBT” (11 Novembre)
Negli emendamenti al disegno di legge presentati per l’imminente seconda lettura, i deputati hanno proposto di rendere reato penale la recidiva“propaganda LGBT”.
Secondo il testo del disegno di legge, “la propaganda di relazioni e (o) preferenze sessuali non tradizionali […] da parte di una persona che è stata sottoposta a sanzione amministrativa per un atto simile – è punita […] con la reclusione fino a un anno”. Un “recidivo” può essere condannato anche al lavoro correttivo o obbligatorio fino a un anno, o all’arresto fino a tre mesi. Si propone di punire la “propaganda” fatta attraverso i mezzi di comunicazione di massa (come Internet) con il lavoro correzionale e obbligatorio o la reclusione fino a due anni – [se fatta] in mezzo a dei minorenni [la reclusione è] fino a tre anni.
Inoltre, oggi (11 Novembre, ndt) Ksenia Goryacheva, deputata della Duma appartenente al “Nuovo Popolo”, che in precedenza aveva criticato il progetto di legge sulla propaganda gay per il mancato coinvolgimento di psichiatri, sessuologi e altri esperti in materia, ha preparato degli emendamenti per vietare la propaganda LGBT nei servizi pirata.
Al momento il disegno di legge propone di vietare la propaganda di relazioni non tradizionali solo sui canali trasmessi legalmente; quindi la deputata ha proposto di bloccare i servizi pirata contenenti la “propaganda LGBT”.

Persone, non propaganda! (22 Novembre)
Il Comitato della Duma di Stato per la Costruzione e la Legislazione Statale ha approvato ieri (21 Novembre, ndt), durante la seconda lettura del disegno di legge sulla “propaganda LGBT”, la responsabilità amministrativa per la promozione della transizione transgender – un insieme di azioni per cambiare se stessi in conformità con la propria identità di genere.
Il deputato di “Russia Unita”, Alexander Khinstein, ha proposto di introdurre una multa fino a un milione di rubli per “la diffusione di informazioni sulla riassegnazione di genere, [specie se] di interesse per il soggetto.
Riteniamo che la legislazione sulla “propaganda LGBT” sia in contrasto con la Costituzione russa. L’articolo 19 della Costituzione afferma che lo Stato garantisce l’uguaglianza dei diritti e delle libertà umane e civili e l’articolo 55, paragrafo 2, stabilisce che in Russia non devono essere approvate leggi che aboliscano o riducano i diritti e le libertà umane e civili.
Le autorità vogliono riconoscere le persone LGBT come “di seconda classe” e [,al tempo stesso, le vogliono] semplicemente cancellare.
Questo è assolutamente inaccettabile. Ecco perché la proposta di legge sul “divieto assoluto di propaganda LGBT” deve essere ritirata! Unitevi all’azione che “Resistenza Femminista Anti-Militarista” sta portando avanti insieme alla Fondazione Sphere:
Firmate la petizione contro le proposte di legge discriminatorie;
Scrivete ai vostri parlamentari;
Scaricate il volantino, stampatelo e speditelo nel luogo in cui vivete.
Inviate le foto dei volantini al nostro bot. Noi Russia LGBT esistiamo e non [siamo] propaganda!

La Duma di Stato approva in seconda lettura la legge che vieta la “propaganda LGBT” (23 novembre)
I deputati hanno approvato gli emendamenti al disegno di legge che vieta la “propaganda di relazioni sessuali non tradizionali” e la transizione transgender. Il divieto si applica a media, libri, film, pubblicità, dichiarazioni pubbliche e post sui social media.
La violazione della legge ha finora comportato la responsabilità amministrativa e una multa fino a 400mila rubli. La Duma di Stato ha anche introdotto la responsabilità amministrativa per la propaganda della pedofilia. In precedenza, la legge si applicava solo alla “propaganda LGBT” tra i minori. I parlamentari dichiarano di voler introdurre la responsabilità penale per chi violi la legge.
Oggi (23 Novembre, ndt), “Resistenza Femminista Anti-Militarista” e il comitato editoriale di “Zhenshaya Pravda” hanno annunciato il lancio della rivista di propaganda LGBT contro la guerra, che documenta gli effetti dell’invasione russa dell’Ucraina sulla comunità LGBTQ+ ed esplora la storia della resistenza queer.

I deputati della Duma di Stato approvano all’unanimità la terza lettura della legge che vieta la “propaganda LGBT” (24 novembre)
La propaganda sarà vietata sia ai minori che agli adulti. Saranno vietate anche la pedofilia e la propaganda per la “riassegnazione del sesso”.
Secondo Vyacheslav Volodin, questa legge “proteggerà i nostri figli, il futuro del Paese dall’oscurità diffusa degli Stati Uniti e degli Stati europei”.
Sempre in terza lettura sono stati adottati degli emendamenti per il Codice sui reati amministrativi riguardanti le sanzioni per il mancato rispetto del divieto.
Sanzioni per la promozione di “relazioni non tradizionali”:
▪️ Da 50.000 a 400.000 rubli per i cittadini.
▪️ Da 100.000 a 800.000 rubli per i funzionari.
▪️ Per le persone giuridiche: da 800 mila rubli a 5 milioni di rubli o la sospensione delle attività fino a 90 giorni.
Per la propaganda della pedofilia:
▪️ Per i cittadini, fino a 800 mila rubli.
▪️ Per le organizzazioni: fino a 10 milioni di rubli.
▪️ Per gli stranieri: espulsione dal Paese.
Per la propaganda [LGBT] ai minori, multe fino a 200mila rubli per i cittadini e fino a 4 milioni di rubli per le persone giuridiche.

La Duma di Stato presenta una proposta di legge per vietare il cambio di sesso senza necessità medica (24 Novembre)
Vitaly Milonov, il principale difensore delle relazioni tradizionali, ha proposto una nuova legge che vieti la transizione transgender senza indicazioni mediche. Il documento in questione è stato pubblicato nel database elettronico della Camera bassa del Parlamento. Secondo il disegno di legge, l’elenco delle indicazioni mediche per la transizione transgender sarà determinato dal governo.
Milonov definisce le attuali regole per la transizione delle persone transgender “senza precedenti”.
Il deputato ritiene che “l’assenza di un concetto legale di “riassegnazione del sesso” (riorientamento sessuale) e di criteri chiari per questo concetto, genera molti problemi legali e sociali e crea le condizioni per vari tipi di abusi.
Il deputato teme che “un aumento incontrollato di “transgender”, persone con una doppia o addirittura multipla “identità di genere” autorizzate a determinare arbitrariamente la propria identità di genere, non solo eroderà i valori tradizionali della famiglia, ma metterà anche in discussione l’esistenza stessa dell’istituzione del matrimonio come unione di un uomo e una donna, minacciando la sicurezza demografica del Paese.
Il semplice fatto di aver trattato la transessualità non significa inoltre che il paziente abbia il diritto di veder riconosciuto dallo Stato il proprio cambiamento di sesso, compreso l’ottenimento di nuovi documenti d’identità per la persona che si è sottoposta a tale cambiamento di sesso”, si legge nella nota esplicativa del progetto di legge.

Designer di Makhachkala accusata di “propaganda LGBT” tra i minori (24 Novembre)
Elnara Askerova è accusata di “propaganda” LGBT tra i minori su Internet (parte 2 dell’articolo 6.21 del Codice amministrativo) a causa di una sfilata di moda privata che coinvolgeva due uomini truccati – riporta «Mediazone» con riferimento al gruppo per i diritti umani «SK SOS».
Un passante ha visto la performance attraverso la finestra e ha iniziato a filmare. L’uomo non identificato ha pubblicato la foto e il video sui social media, ma Askerova è stata accusata di “propaganda su Internet”.
La stilista afferma che le immagini mostrate erano costumi di scena e che i suoi amici e conoscenti sono stati invitati a vedere la collezione.
“SK SOS” ha aggiunto che la stilista e i giovani coinvolti nello spettacolo hanno ricevuto minacce. Il caso di Elnara Askerova sarà esaminato dal Tribunale distrettuale di Sovetsky a Makhachkala il 25 Novembre.

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Crisi e repressione a Cuba

Articolo scritto da Boris e Caterina per il Gruppo Anarchico Galatea

L’11 Marzo 2020 si registra il primo caso di Covid a Cuba e il 1 Aprile 2020 si annuncia la chiusura delle frontiere.i Durante i mesi seguenti si fa palpabile il deterioramento economico, in una situazione già da tempo precaria e messa ulteriormente alla prova dall’emergenza sanitaria mondiale. Il razionamento diventa la norma, insieme alla militarizzazione della vita civile. Peggiora la mancanza di beni essenziali che aveva cominciato a farsi sentire a partire dalla creazione dei negozi in valuta straniera, le famose “tiendas en MLC”.ii È evidente l’aumento della repressione. Un caso emblematico, il 24 Giugno dello stesso anno, è l’assassinio, da parte della polizia, del giovane Hansel Hernández, in circostanze mai chiarite.iii

Verso Ottobre 2020 ha luogo un’apertura delle frontiere e un allentamento delle misure di lockdown. A Novembre cominciano le proteste promosse dal Colectivo San Isidro, con alla testa Luis Manuel Otero Alcántara come figura prominente.iv Gli eventi culminano in un intervento poliziesco che interrompe lo sciopero della fame iniziato il 18 Novembre. Il 27 Novembre 2020 un gruppo di giovani intellettuali, uno dei settori più colpiti dalla situazione e che già da tempo esprimeva dissenso, si raduna di fronte al Ministerio de Cultura per manifestare le proprie rivendicazioni.v La risposta governativa, da un lato, è repressiva vi e, dall’altro, organizza delle mobilitazioni pilotate con tentativi di cooptazione.vii Una nuova manifestazione di fronte al Ministerio de Cultura avrà luogo il 27 Gennaio 2021.viii

Nel 2021 la crisi continua ad acutizzarsi. Il 1 Gennaio entra in vigore l’unificazione monetaria, che elimina il CUC convertibile,ix seguito da una serie di misure economiche, fondamentalmente di taglio neoliberale, nella cornice della cosiddetta “Tarea Ordenamiento”.x

Con un nuovo aumento di casi di Covid dovuto all’apertura delle frontiere e alla conseguente entrata di nuovi ceppi, si applicano nuovamente misure di lockdown più severe. Aumentano le manifestazioni di scontento.xi Tra i casi più famosi, quello della protesta del quartiere di San Isidro, all’Avana, che impedisce l’arresto di Luis Manuel Otero Alcántara, per poi culminare in uno sciopero della fame e successiva detenzione,xii e quello della manifestazione del 30 Aprile nella turistica e centrale via Obispo – manifestazione in cui si rende visibile il posizionamento dell’opposizione di sinistra.xiii

A causa della riapertura al turismo vi è un aumento della variante Delta del Covid; in particolare nella parte occidentale del paese dove i casi sono stati così alti che il governo ha tentato di occultare la situazione.xiv

Ovviamente, il collasso progressivo dell’infrastruttura di sostegno non si è fatto attendere.xv La grave mancanza di medicinali e attrezzature sanitarie a Cuba e l’incuria istituzionale hanno portato la popolazione ad auto-organizzarsi tramite i social network, scambiandosi in maniera gratuita farmaci ed apparecchiature di cui hanno necessità ma che non riescono a trovare. La situazione è stata talmente disperata che in alcune zone dell’isola caraibica sono mancati i più elementari strumenti usati negli ospedali – come guanti, siringhe o disinfettanti -, rendendo difficile perfino effettuare un prelievo di sangue. Se da una parte l’auto-organizzazione delle persone comuni ha supplito alla carenza generale di medicinali, dall’altra la mancanza di una supervisione medica autorevole ha fatto sì che venissero messi in atto comportamenti rischiosi per la salute quale l’assunzione di farmaci senza ricetta, scaduti o preparazioni veterinarie. La situazione da mercato nero che si è venuta a creare ha fatto sì che venissero vendute preparazioni medicinali dannose per la salute senza alcun controllo.xvi È degna di nota la creazione di reti di distribuzione di medicinali con l’aiuto della popolazione in esilio, reti che avevano già cominciato ad attivarsi a partire dal tornado dell’Avana nel 2019.xvii

Tra l’11 e il 14 Luglio 2021, nel picco della pandemia, scoppiano delle proteste nelle città più popolose del Paese quali L’Avana e Santiago de Cuba. I quartieri in cui detonano, San Antonio de los Baños e Palma Soriano, attraversano una situazione di lockdown e militarizzazione severi, oltre alla mancanza generalizzata di prodotti di prima necessità. Le mobilitazioni sono specialmente intense nel quartiere de La Güinera – in cui viene riportato l’unico decesso riconosciuto dalle fonti governative-, e nella comunità di Cárdenas, provincia di Matanzas, che rimane per una settimana fuori dal controllo della polizia. Il saldo generale è di circa 900 arresti. Il Presidente dà il via alla mobilitazione contro le persone manifestanti dicendo che “l’ordine di combattimento è stato dato”. Il 17 Luglio annuncia tre misure di carattere palliativo: la cancellazione delle restrizioni doganali sui prodotti alimentari, medicinali e igienici; l’obbligo di attenersi a una scala salariale per il pagamento degli stipendi; l’accesso alla distribuzione dei prodotti basilari a secondo del luogo di residenza, senza la necessità di legalizzare il domicilio. Lo stesso Presidente aveva in precedenza tacciato le persone manifestanti prima di essere “rivoluzionari confusi”, per poi passare da “vandali e antisociali” fino a “golpisti”.

Nell’Agosto 2021 viene creata la piattaforma Archipiélago come gruppo di Facebook, con l’idea di aggregare e coordinare un fronte di opposizione al regime cubano di ampio spettro ideologico e politico. Nel mese di Settembre Archipiélago convoca a una manifestazione per il 20 Novembre. Il Governo nega il permesso e in Ottobre cerca di ostacolare la manifestazione programmando una parata militare nazionale.xviii Aumenta l’assedio delle forze di sicurezza ai membri di Archipiélago. Si cambia la data della manifestazione al 15 Novembre. Arrivato il giorno, vari membri del gruppo sono messi sotto assedio nelle loro case e sequestrati con procedure illegali. Il Governo cerca di ripetere la formula della cooptazione.xix In seguito, vengono militarizzate le zone in cui si sarebbe dovuta svolgere la manifestazione. Yunior García, il leader della piattaforma Archipiélago, va in esilio con il beneplacito degli organi di sicurezza.

Il 22 Novembre 2021 il Nicaragua elimina l’obbligo del visto di ingresso per lu cittadinu cubanu. In questo 2022 si riportano più di 220.000 cubanu entratu negli Stati Uniti (non si conosce la cifra esatta). Varie persone arrivano con traversate costose, illegali e pericolose dall’Uruguay o dal Nicaragua, o attraversando il mare in imbarcazioni precarie. Il 29 Ottobre 2022 la guardia costiera cubana ha speronato un’imbarcazione di migranti, con un saldo di sei persone morte, tra le quali una bambina di due anni.xx

Il 31 Gennaio 2022 vengono incarcerati un gran numero di attivistu e di familiari dellu detenutu de La Güinera, tra lu qualu due militanti socialistu. Carolina Barrero, attivista costantemente assediata, lascia Cuba a seguito delle minacce del DSE di aprire processi contro tutte le persone arrestate.

Il 6 Maggio 2022 si verifica un’esplosione all’Hotel Saratoga de L’Avana.xxi Vi è un’importante mobilitazione delle reti di soccorso della società civile, con tentativi da parte del DSE e dei governi locali di ostacolare la consegna degli aiuti umanitari che scavalcavano la struttura statale, arrivando anche a perquisizioni domestiche di singoli individui che volevano effettuare donazioni. La legislazione cubana è impostata in maniera tale che l’apparato statale possa agire quale unico intermediario per gli aiuti umanitari in caso di disastri o catastrofi. Questo, a detta dello Stato, per evitare che “individui con secondi fini possano interferire”. Tutto ciò comporta che le donazioni spesso e volentieri rimangono appannaggio di funzionari e uffici statali, che fanno il bello e il cattivo tempo e possono decidere di trattenere gli aiuti.xxii

L’11 Luglio 2022, anniversario delle proteste, si dispiega un’operazione speciale di militarizzazione dello spazio pubblico. Variu attivistu sono detenutu. Il centro sociale anarchico ABRA è sottoposto a vigilanza.

Nel Giugno 2022 il Governo riconosce l’esistenza della crisi energetica, dovuta al deterioramento del sistema elettrico e delle centrali termoelettriche. A Luglio la crisi si acutizza.xxiii Ad Agosto 2022 diventano frequenti le manifestazioni notturne durante i black out, con relativi cacerolazos.xxiv Il 5 Agosto si verifica un’esplosione alla cisterna della base superpetroliera del porto di Matanzas, che, tra le altre conseguenze, comporta la cessazione del funzionamento della centrale termoelettrica locale “Antonio Guiteras”, una delle più importanti di Cuba. La produzione elettrica è sufficiente a coprire appena un 60% della necessità del Paese. Al momento in cui scriviamo (Novembre), la centrale non è tornata a funzionare. L’incompetenza nella gestione dell’incendio ha causato la morte di almeno quattro giovani del servizio militare inviati in qualità di pompieri di fortuna.xxv Il 19 Agosto 2022 esplodono forti proteste e altrettanto forte è la repressione a Nuevitas, provincia di Camagüey.xxvi Il 27 Settembre 2022 l’uragano Ian colpisce Cuba.xxvii Il Paese resta in blackout per 24 ore.xxviii Dal 29 Settembre al 1 Ottobre si verificano proteste per i blackout in zone senza precedenti,xxix e la repressione non si fa attendere.xxx

Il 16 Novembre un gruppo di familiari dellu prigionieru politicu è intercettato dal DES mentre si dirige verso la sede dell’ambasciata degli Stati Uniti a L’Avana, in coincidenza con la visita della funzionaria statunitense Emily Medrala e della delegazione che la accompagna per discutere della questione migratoria. Fino ad oggi, 17 Novembre, sono agli arresti domiciliari Migdalia Gutiérrez Padrón, Yenisey Taboada Ortíz, Liset Fonseca, Emilio Román e Marta Perdomo.

Wilber Aguilera Bravo è stato arrestato e non è stato reso noto dove si trovi.xxxi

 

Note

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Jackdaw. Notizie sulla lotta di classe rivoluzionaria

Jackdaw è il giornale del Gruppo Comunista Anarchico e vuole essere un primo punto di contatto da distribuire per strada, nei luoghi di lavoro, da lasciare nei centri sociali, nei centri di aggregazione e nei negozi o da passare a persone che sono interessate al comunismo anarchico. Il tono è principalmente agitatorio, ma con occasionali articoli più lunghi e approfonditi.
Perché Jackdaw? Cercando un nome che non fosse il solito, abbiamo scelto Jackdaw (in italiano Taccola, ndt) per le caratteristiche spesso associate a questo uccello; caratteristiche che sono parte importante di un movimento anarchico rivoluzionario per una nuova società: resilienza e spirito combattivo, oltre a essere sociale e cooperativo.
“Jack” significa “ribelle” e “daw” significa “chiamata”. Noi siamo ribelli nell’attuale società e il nostro giornale mira a chiedere una rivoluzione della classe operaia e la creazione di una società comunista anarchica.

Indice del numero 13
-Il malcontento nella società britannica sta passando dal tepore all’ebollizione man mano che più lavoratori entrano in azione, sia attraverso scioperi ufficiali che in scioperi selvaggi non ufficiali.
-Scioperi selvaggi: un’introduzione di base
-Non possiamo pagare, non pagheremo: un ricordo del passato

Pdf in italiano

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Contro la repressione e l’opportunismo politico, organizziamoci!

Pdf volantino

Il nuovo governo italiano, composto da Meloni ed i suoi – con in testa l’ex prefetto Piantedosi -, ha inaugurato una nuova stagione repressiva il cui primo atto è la criminalizzazione di chi invade arbitrariamente “terreni o edifici altrui, pubblici o privati”. Ci riferiamo ovviamente al cosiddetto decreto “Anti-Rave”.
Qualcunu ha starnazzato di ritorno al fascismo – perché gli esponenti di Fratelli d’Italia vengono fuori dagli ambienti del fu MSI-, altru paventano l’apocalisse poliziesca stile 1984.
Eppure la cosa è semplice e disarmante: ci troviamo in una fase di recessione economica, di forte impoverimento lavorativo, con la borghesia media e piccola che strepita perché può diventare povera (e che non può sfangarla con il lavoro in nero come fatto in passato).
Cosa poteva produrre allora il Governo Meloni, se non una norma con cui controllare e prevenire eventuali future proteste di piazza o di strada all’atto che i prezzi dei beni alimentari ed energetici sono in costante aumento?
Sicuramente si arriverà ad una protesta di massa. La nota dolente è che in una fase di impoverimento economico, sociale e culturale come quello che viviamo, potranno venire a galla tanti soggetti, movimenti e gruppi politici (anche istituzionali) che vorranno cavalcare il malcontento.
Questo si tradurrà nella menata della “Presa del Palazzo d’Inverno”, o per essere più chiari, nella “conquista dello scranno” parlamentare.
Ma sappiamo bene che chi sta in parlamento (nazionale o regionale che sia) è l’espressione di blocchi di potere (economici, sociali, culturali e quant’altro).
I parlamenti democratico-borghesi non sono luoghi da cui può partire l’emancipazione dall’oppressione: in essi si decide come perpetuare lo status quo fondato sulle oppressioni di classe, razza, genere e specie.
In una fase come questa, è fondamentale mantenere la lucidità mentale ed agire a livello pratico su basi orizzontali ed emancipatorie, in modo da respingere i rigurgiti riformisti fuori tempo massimo e la repressione tanto cara alla borghesia impoverita ed inviperita – a cui i propri rappresentanti e il proprio braccio armato obbediscono ciecamente.
Mai come adesso è necessario organizzarsi su altre basi, intessendo relazioni ed organizzazioni che siano orizzontali e basate sul mutuo aiuto tra le persone oppresse, al di fuori da qualunque logica di dominio, capitalistica e statale.

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