Oltre la Roe V. Wade. Lotta per l’accesso all’aborto

 

Clicca per vedere gli articoli pubblicati

Traduzione dell’articolo “Beyond Roe v. Wade. Struggling for Abortion Access”

Il rovesciamento previsto da tempo

Il 2 maggio, una nota trapelata ha confermato quello per cui gli organizzatori [della lotta per] i diritti riproduttivi hanno avvertito per anni: il rovesciamento di Roe v. Wade. La nota contiene una bozza di parere del giudice Samuel V. Alito, in cui si sostiene che la Roe e il “diritto alla privacy” su cui si basa non hanno validità costituzionale; che il diritto all’aborto non è mai stato garantito in America; che alcuni cambiamenti sociali, come la maggiore accettazione del parto al di fuori del matrimonio, l’aumento della partecipazione elettorale delle donne e la prevalenza di leggi sul “rifugio sicuro”, evitano la necessità di abortire. La bozza di Alito sostiene inoltre che l’annullamento della sentenza non crea alcun precedente per gli attacchi alla contraccezione o all’uguaglianza matrimoniale. L’aborto è ancora legale a livello federale, ma se la sentenza viene rovesciata, i divieti “a catena” entreranno automaticamente in vigore in 24 Stati.

Lo smantellamento dei diritti all’aborto è in sintonia con il momento. La crescente ondata di coscienza di classe e di organizzazione sul lavoro, la devastazione della pandemia COVID-19 e il movimento galvanizzato per de-finanziare ed abolire la polizia, possono essere affrontati solo in due modi: maggiori concessioni alla classe operaia o maggiore sorveglianza e incarcerazione per smorzare la lotta.

È infatti necessario contestualizzare i diritti all’aborto come parte di una lotta politica più ampia. Roe v. Wade non è stata una decisione benevola emessa dai tribunali per garantire i diritti riproduttivi. I diritti all’aborto sono stati conquistati da un’ondata militante di organizzazioni femministe che li hanno rivendicati come parte di una più ampia richiesta di liberazione da parte della sinistra. Il governo dell’epoca della Guerra Fredda, temendo questa militanza, ha inserito i diritti all’aborto in un’affermazione del primato dello Stato capitalista nel garantire l’autonomia corporea e i diritti dell’individuo.

È un errore pericoloso riporre le speranze dei diritti riproduttivi in una manovra legislativa o giudiziaria – anche se, naturalmente, una garanzia federale di aborto gratuito su richiesta non guasterebbe. Ma una tale garanzia non potrebbe esistere in uno Stato capitalista e patriarcale che considera chiunque abbia un utero come un’incubatrice di futuri lavoratori e che scarica i costi della nascita e della crescita di questi lavoratori sulle famiglie.

La bozza di parere si preoccupa dell’ “offerta interna di neonati”, confermando ciò che le femministe socialiste sottolineano da tempo: la guerra ai diritti riproduttivi non riguarda solo l’ideologia o le guerre culturali (anche se ovviamente l’ideologia costituisce una parte significativa). Si tratta anche di aumentare il tasso di natalità e il bacino di lavoratori, poiché le persone si rifiutano sempre più di avere figli in un Paese che rende ciò incredibilmente pericoloso e difficile, se non impossibile. Il capitalismo richiede una forza lavoro numerosa e facilmente sfruttabile. Senza alcuna concessione per rendere sicuro o dignitoso il lavoro della nascita e dell’educazione dei figli, lo Stato ricorre alla sua arma più fidata – la polizia – per costringere le persone a continuare a produrre.

Le persone non bianche e native hanno i più alti tassi di mortalità durante il parto in questo Paese e svolgono, in modo sproporzionato, il lavoro di riproduzione sociale nelle condizioni più pericolose. Il divieto di aborto danneggia in modo sproporzionato queste popolazioni. La maggior parte delle persone prese di mira, sorvegliate e incarcerate dalla criminalizzazione dell’aborto saranno anche persone non bianche, native e persone senza documenti. Il movimento mainstream pro-choice non farà collegamenti tra l’abolizione della polizia e i diritti all’aborto, ma per i socialisti è importante riconoscere l’interconnessione di questi movimenti.

È stata la polizia a denunciare la 26enne Liselle Herrera per aver indotto il proprio aborto, così come Purvi Patel, Bei Bei Shuai e altre. Ed è la polizia che farà rispettare i divieti di aborto in tutto il Paese, incarcerando gli operatori sanitari e chiunque “aiuti e favorisca” l’ottenimento di un aborto – in alcuni casi, potenzialmente le stesse pazienti abortiste.

Il Partito Democratico, la Polizia ed il bisogno di politiche abolizioniste
Come avrebbe dovuto essere chiaro a chiunque prestasse attenzione, e come è ora evidente, la macchina del Partito Democratico non vincerà questa battaglia per noi. La leadership democratica sta infatti sostenendo il rappresentante anti-aborto del Texas Henry Cuellar contro la sua avversaria Jessica Cisneros, mentre allo stesso tempo insiste sul fatto che difenderà i diritti all’aborto eleggendo più democratici nelle elezioni di mid-term.

È necessario un approccio diverso. Il 3 maggio, organizzatori e manifestanti sono confluiti a migliaia in Foley Square, nel centro di Manhattan, animati dalla rabbia e dall’orrore per la nota di Alito. I partecipanti rappresentavano membri di tutto lo spettro politico che sostiene l’aborto, dai liberali del “Io sto con lei” [“I’m with Her”, lo slogan è stato usato durante le elezioni presidenziali del 2016 per supportare la candidata Hillary Clinton, ndt] ai membri di piccole organizzazioni rivoluzionarie.

Tuttavia, già durante le fasi di pianificazione di questa manifestazione, è apparso molto chiaro che la maggior parte degli organizzatori stava opportunisticamente cogliendo questo momento per ottenere voti per i candidati democratici, e trattando le organizzazioni di base non affiliate ai politici pro-choice come intrusi. L’ironia è palpabile se si considera che sono state soprattutto le organizzazioni indipendenti dal Partito Democratico a creare fondi per aiutare le persone ad accedere all’aborto, a fare rete per distribuire pillole abortive e a difendere le cliniche. Il Partito Democratico, d’altra parte, è stato inutile nel difendere i diritti dell’aborto, e il suo sostegno a denti stretti e senza pretese al “diritto di scelta della donna” ci ha portato a questa posizione arretrata.

Sebbene la mobilitazione radicale sia in atto, deve confrontarsi con un panorama dominato dalla macchina democratica, che mira a limitare la rabbia e a incanalare la lotta in strumenti elettorali. Lo abbiamo visto a livello nazionale, quando i Democratici hanno voluto contenere le proteste [dirette verso] le casa dei giudici della Corte Suprema. A New York, la manifestazione di Foley Square si è svolta con un permesso della polizia – le strade intorno alla manifestazione erano fitte di poliziotti. Tra gli oratori c’erano rappresentanti dell’ufficio del procuratore generale Letitia James e il sindaco Eric Adams, il che è particolarmente ironico dato che Adams non ha aumentato il sostegno della città al New York Abortion Access Fund (NYACF) – un soggetto chiave per chi cerca di abortire provenendo fuori dallo Stato.

Durante il mandato di Adams come sindaco, la polizia di New York ha condotto oltre 700 controlli a tappeto sugli accampamenti dei senzatetto, per lo più condotti dal Gruppo di Risposta Strategica (SRG) “antiterrorismo” [1], ben noto per aver brutalizzato i manifestanti. Gli affitti in tutta la città stanno aumentando del 40-50%, con conseguente aumento del numero di senzatetto. È ridicolo che Adams si proponga come difensore dei diritti delle persone oppresse. La forte presenza della polizia, come ha sottolineato un oratore di NYC For Abortion Rights, non garantisce la sicurezza delle persone partecipanti, anzi mette in pericolo molte di loro. Alla fine del discorso, una coalizione di compagn* di Left Voice, DSA, NYC For Abortion Rights e altr* ha marciato spontaneamente verso Washington Square Park, guidando centinaia di partecipanti alla manifestazione. Gli organizzatori, tuttavia, non hanno voluto partecipare o sanzionare questa marcia, perché non aveva il permesso.

Questo evento è un microcosmo della lotta nazionale per i diritti all’aborto – un movimento che è pronto per l’azione militante, ed un corpo Democratico [inteso come legato al Partito Democratico,ndt] che non solo insiste nel guidare il movimento, ma ne coopta le strategie più promettenti insistendo sulla cooperazione con la polizia e i tribunali come la via migliore per difendere l’autodeterminazione dei corpi.

Nel frattempo, chi difende le cliniche e le altre attiviste per i diritti all’aborto in tutto il paese si sta muovendo sfidando la polizia. NYC For Abortion Rights ha portato avanti, per diversi anni, manifestazioni contro gruppi di destra e gruppi anti-scelta, nonché azioni di difesa delle cliniche, il tutto senza permesso della polizia.

Quando diciamo “Abbiamo sempre abortito e sempre abortiremo”, chiamiamo ad una resistenza conflittuale nei confronti di qualunque cosa decidano i tribunali – e contro qualunque modo la polizia la farà rispettare. E questa resistenza conflittuale è sia assolutamente necessaria che assolutamente impossibile se si limita la lotta alle azioni permesse dalla polizia.

Rivolgersi alla polizia per proteggere le pazienti che devono abortire è, a dir poco, fuorviante.
È la minaccia del carcere che mantiene chi cerca un aborto isolata, spaventata ed inconsapevole delle risorse che esistono per aiutare le persone ad autogestire in modo sicuro l’aborto, così come viaggiare per ottenere tali risorse.

Se abbiamo paura della chiusura delle cliniche e del ritorno ai pericolosi aborti clandestini che uccidono le persone incinte, dobbiamo ricordare che è la polizia a rendere gli aborti auto-gestiti così pericolosi. Gli aborti auto-gestiti possono essere eseguiti in modo assolutamente sicuro, specialmente con l’avvento della pillola abortiva. Gli aborti autogestiti sono più sicuri, per esempio, dei parti in casa. Sebbene non possiamo, naturalmente, accettare allegramente la chiusura delle cliniche come una conclusione scontata, esse non solo devono essere difese, ma bisogna espanderle per soddisfare richieste non soddisfatte. Gli aborti chirurgici in clinica rimangono una richiesta essenziale, e che dovrebbe essere uno pezzo centrale della lotta futura.

Tuttavia, la criminalizzazione del “favoreggiamento dell’aborto” farà sì che gli aborti sicuri autogestiti diventino pericolosi e traumatici, che le informazioni e le risorse per eseguirli in modo sicuro rimangano inaccessibili e che chi cerca di abortire non abbia nessuno a cui rivolgersi e nessuno che la aiuti, se non gli opportunisti più sfacciati e senza scrupoli.

La lotta che ci attende
Sulla scia della nota trapelata, la polizia ha brutalizzato chi protestava a Los Angeles.
Possiamo aspettarci che questo [stato di cose] continui finché le azioni dirette per proteggere i diritti dell’aborto continueranno a guadagnare slancio in quella che deve diventare un’estate calda. E mentre la Corte Suprema di destra continua ad espandere i poteri della polizia per la sorveglianza dell’aborto, le pazienti per l’aborto e le persone incinte si troveranno in un pericolo ancora maggiore.

Ci sono già compagnie del settore tech che si occupano di vendere dati riguardanti le persone incinte alle forze dell’ordine, usando le app per il tracciamento mestruale e la geolocalizzazione.
La polizia [2] è forse lo strumento più prezioso che lo Stato ha per smantellare l’autonomia corporea e, insieme alle nuove tecnologie di sorveglianza e ad una generale svolta a destra, coloro che cercano di abortire sono direttamente nel mirino.

L’estrema destra è consapevole delle connessioni tra la mobilitazione e i poteri legali e penali dello Stato. Hanno aizzato la loro base contro la pillola del giorno dopo, gli anticoncezionali ormonali e la spirale uterina in quanto abortivi. La nota di Alito, a prescindere dalle sue affermazioni, lascia chiaramente spazio per smantellare anche l’accesso alla contraccezione. In tutto il mondo la polizia, soprattutto negli Stati Uniti, è alleata dell’estrema destra. Sono loro a scortare la marcia dell’Arcidiocesi di New York per molestare le pazienti che praticano l’aborto. E sebbene i poliziotti in uniforme non partecipino alle campagne di molestie alle cliniche, abbiamo ragione di credere che la polizia lavori con gli invasori di cliniche dietro le quinte. La citata nota può essere vista come una parte della connessione sempre più stretta tra la mobilitazione militante dell’estrema destra, l’apparato legale dello Stato e i poteri penali che li collegano.

New York City for Abortion Rights (NYCFAR) è stata costituita cinque anni fa per essere parte di un’importante risposta della sinistra a questa strategia coordinata della destra. È stata costituita per contrastare la marcia mensile dell’Arcidiocesi di New York – che molesta le pazienti della Planned Parenthood di Bleecker Street. I difensori della clinica si riuniscono e picchettano fuori dalla Basilica di San Patrizio in Mulberry Street – che ospita i molestatori della clinica. I membri della NYCFAR formano un blocco sulla strada per ritardare l’arrivo di questi antis’ [manifestanti anti-aborto] alla clinica. Quando altri gruppi antiabortisti hanno messo gli occhi su New York, la NYCFAR ha ampliato la propria strategia per contrastarli (per saperne di più, vedi qui). L’estate scorsa, quando la minaccia alla Roe è diventata più evidente, l’arcidiocesi ha esteso la campagna a tutti i distretti di New York. La NYCFAR è riuscita a bloccare i loro sforzi a Brooklyn dopo una campagna di difesa militante delle cliniche e di sensibilizzazione della comunità, in particolare collegando le azioni dell’Arcidiocesi alla recente approvazione della SB8 in Texas. [3]

Naturalmente, la polizia è sempre molto presente a queste manifestazioni – né per aiutare a scortare le pazienti in sicurezza all’interno della clinica, né per far rispettare la legge sulla libertà di accesso agli ingressi delle cliniche tenendo gli antis’ lontani dalla porta della clinica, ma [solo] per difendere questo corteo di estrema destra mentre marcia verso la clinica. Gli attivisti della NYCFAR hanno spesso visto i poliziotti e gli antis’ parlare e scherzare amichevolmente. L’estate scorsa, dopo che il National Review aveva pubblicato diversi articoli sulla difesa delle cliniche da parte della NYCFAR, la SRG è arrivata [mentre veniva] difesa la clinica a Brooklyn e ha arrestato due membri della NYCFAR in mezzo alla strada per aver “bloccato il traffico pedonale”. Nessuno degli antis’ è stato arrestato.

Il 7 maggio, dopo la fuga di notizie sulla Roe, la NYCFAR e i sostenitori dell’aborto a New York hanno ottenuto una vittoria straordinaria e senza precedenti nella difesa della nostra clinica, che era stata annunciata prima della fuga di notizie. Di solito siamo in venti al massimo. Questa volta, c’erano almeno un centinaio di persone fuori da St. Patrick pronte a difendere i diritti dell’aborto, di prima mattina, sotto la pioggia. I picchettatori scandivano: “Grazie a Dio per l’aborto”, “Non la Chiesa, non lo Stato, le persone devono decidere il proprio destino”, “L’aborto è un’assistenza sanitaria, l’assistenza sanitaria è un diritto”. Novanta minuti dopo abbiamo appreso che, per la prima volta in cinque anni, gli antiabortisti avevano deciso di non marciare perché la polizia non li avrebbe scortati. Questo è stato interamente dovuto ai nostri numeri e alla nostra militanza. Inoltre, questo spiega direttamente le tattiche necessarie per difendere l’aborto.

Non solo a New York, ma in tutti gli Stati Uniti ci aspetta una dura lotta. Questa situazione è barbara e spaventosa oltre ogni dire. Ma se vogliamo prevalere, non dobbiamo cadere nella disperazione o nel nichilismo, e di certo non dobbiamo reinventare la ruota. Possiamo guardare alle campagne di successo che non solo hanno difeso, ma hanno anche conquistato i diritti riproduttivi.

Prima della Roe, esisteva il Jane Collective, una rete clandestina di fornitori di aborti che praticavano aborti sicuri e trasportavano le persone dove necessario per eseguirli. Oggi esistono fondi per l’aborto per fare questo. Dobbiamo proclamare pubblicamente che continueremo ad abortire e che continueremo ad “aiutare e favorire” gli aborti, indipendentemente da ciò che deciderà la Corte Suprema. I movimenti femministi di tutto il mondo hanno conquistato i diritti all’aborto attraverso proteste sociali di massa e azioni dirette.

Possiamo e dobbiamo trarre ispirazione dalle loro lotte. In Irlanda, in Argentina, in Polonia e in Cile, la lotta contro l’aborto è stata combattuta nelle strade, attraverso l’azione diretta e la rivendicazione senza mezzi termini dell’aborto come diritto inalienabile – non eleggendo politici che difendessero il “diritto di scegliere”. È di questa azione militante che avremo bisogno negli Stati Uniti se vogliamo vincere.

Se, tuttavia, non potete partecipare alla lotta militante, una delle cose più importanti e semplici da fare è donare ai fondi per l’aborto come: https://abortionfunds.org/funds, https://www.ineedana.com/.

A differenza di una donazione a Planned Parenthood, una donazione a queste organizzazioni serve direttamente ad aiutare qualcuna ad accedere all’aborto, ad esempio se deve viaggiare fuori dallo Stato. Potete anche sostenere un’organizzazione come https://www.plancpills.org/, che fornisce pillole abortive a chi non può recarsi in una clinica e risorse sull’aborto autogestito. Puoi anche acquistare le pillole abortive qui: https://aidaccess.org/ prima che tu sia incinta.

Note dei traduttori
[1] Strategic Response Group, una formazione della polizia newyorkese con funzioni simili alla nostra antisommossa.
[2] La parola originale è Policing, che ha a che fare con polizia ma indica un atto anziché la la polizia in maniera specifica. La polizia è quel soggetto che mette in atto il policing, ma può anche non essere l’unico soggetto a farlo.
[3] Texas Senate Bill 8: Relativo all’aborto, compresi gli aborti dopo il rilevamento del battito cardiaco del nascituro; autorizza un diritto di azione civile privata.
Link: https://legiscan.com/TX/text/SB8/id/2395961

Questa voce è stata pubblicata in Articoli e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.